Argentina: Rio2016? No grazie

Io una cosa del genere non l’avevo mai vista. Ok, ho solo 20 anni e di cose nel mondo ne ho viste poche, ma credo che ciò che è successo ieri nella Nazionale di calcio Argentina sia un fatto tanto storico quanto insensato. Non avevo mai visto un C.T. dimettersi a meno di un mese dall’inizio di una competizione così importante come quella olimpica. Non avevo mai visto una nazione che a meno di un mese dalla gara di debutto non ha ancora una rosa da schierare in campo. Eppure ieri tutto ciò è successo. L’Argentina, si avete capito bene, non una nazionale che col calcio non centra nulla, bensì la nazione che ha regalato al mondo del pallone Maradona e Messi (tanto per fare due nomi), ecco dicevo…l’Argentina ieri doveva dare inizio al proprio ritiro preolimpico per cominciare a preparare i giocatori per il debutto contro il Portogallo il 4 agosto a Rio2016.

Al ritiro si sono però presentati solo 12 giocatori dei 35 selezionati dal C.T. Tata Martino e ciò ha gettato l’intera Afa (federcalcio argentina) nel caos. L’allenatore dell’Albiceleste si è sentito giustamente insultato quando si è trovato davanti un numero così irrisorio di calciatori e ha deciso subito di consegnare le proprie dimissioni.

Così, a meno di un mese dall’inizio dell’Olimpiade brasiliana, l’Argentina si trova senza allenatore e senza squadra e le possibilità che la nazionale (che deve essere composta da 18 giocatori Under23, con la possibilità di chiamare tre fuori quota) si presenti a Rio a questo punto sono intorno al 50% secondo Gerardo Werthein, presidente del comitato olimpico.

Ho deciso di parlarvi di questo fatto perché quando ho udito la notizia alla televisione sono rimasto incredulo e sconcertato. Nel corso di un europeo francese in cui nazioni come l’Italia e la Francia hanno riscoperto l’amore per i colori delle proprie rappresentative e in cui altre come Islanda, Galles e Irlanda hanno mostrato come una squadra possa rendere orgogliosa uno stato intero, mi sembra infatti impossibile che in Argentina si sia verificata un ammutinamento nazionale così pesante. Mi sembra impossibile che la nazione che è arrivata in finale nell’ultimo Mondiale e anche nelle due ultime edizioni della Coppa America non abbia una squadra da presentare ai giochi sportivi più importanti, quelli a cui ogni atleta vorrebbe partecipare almeno una volta nella vita, quei giochi che la generosa Grecia ha deciso di creare e regalare a tutti noi amanti dello sport.

La colpa di tutto ciò è di alcuni giocatori che hanno preferito non affaticarsi con la nazionale, dedicando l’estate alla preparazione con la maglia del proprio club, ma soprattutto di diverse società che hanno vietato ai propri tesserati argentini di prendere parte alla competizione olimpica. Giocatori come Dybala e Icardi a Rio avrebbero voluto esserci per guidare la propria nazione al trionfo e guadagnarsi la gloria ma Inter e Juve non hanno permesso loro di dare forma a questo sogno. I club infatti sono obbligati a concedere i propri tesserati alle nazionali solamente nelle date indicate dalla FIFA e le date olimpiche non sono previste in questo speciale calendario. Ciò permette alle società di trattenere i giocatori anche contro la loro volontà, evitando così possibili infortuni e rendendoli disponibili ai propri allenatori già dai primi giorni di ritiro precampionato.

I club ovviamente tendono a difendere i propri interessi e da questo punto di vista l’atteggiamento conservativo che essi hanno deciso di tenere è comprensibile ma è incomprensibile vietare a dei giocatori, che molto hanno fatto nel corso di una stagione per aiutare il club a raggiungere certi risultati, di realizzare il sogno di rappresentare il proprio paese nel mondo. Giocatori come Dybala e Icardi meritano di essere a Rio2016 per dimostrare che l’Argentina non è solo Messi e Higuain ma anche molto altro. Giocatori giovani come loro hanno tutto il diritto di giocarsi le proprie carte per crescere ulteriormente e rendere onore alla nazione che ha dato loro i natali. Hanno tutto il diritto di assecondare i propri desideri patriottici e di indossare una maglia con i colori che più li rappresentano.

I club dovrebbero mettersi una mano sul cuore e concedere ai propri campioni di prendere parte alle Olimpiadi, anche perché un eventuale successo dell’Albiceleste in Brasile potrebbe riconsegnare ai club giocatori più consapevoli dei propri mezzi e motivati a fare sempre meglio.

L’Argentina in Brasile DEVE esserci!

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