Appuntamento a martedì

San Pietro

<<Vengo nella Repubblica Centrafricana come pellegrino di pace e mi presento come apostolo di speranza>>. Con queste parole Papa Francesco ha aperto in anticipo la Porta Santa del Giubileo. L’anno della remissione dei peccati, della penitenza, della riconciliazione si è aperto nel continente più povero del mondo. Senza smentire la sua originalità, anche questa volta il pontefice ha compiuto un gesto senza precedenti, dando avvio all’Anno Santo in Africa e non a Roma. Bergoglio, il papa della gente, predicando fratellanza e pace, si è recato nella capitale della Repubblica Centrafricana, un paese estremamente povero e in una perenne condizione di guerriglia. Inizia così il “Giubileo delle periferie”, com’è già stato definito. Ancora una volta Papa Francesco, dopo aver affrontato un viaggio potenzialmente pericoloso, ha deciso di essere tra i più poveri della terra, in un paese politicamente instabile e fortemente esposto alle violenze, che si sono intensificate soprattutto nelle ultime settimane. Un passo importante, voluto dal pontefice, “per manifestare la vicinanza di tutta la chiesa a questa nazione così afflitta e tormentata, ed esortare tutti i centroafricani ad essere sempre più testimoni di misericordia e di riconciliazione”. Il Papa spera che il suo viaggio possa portare una ventata di pace in Centrafrica.
E’ evidente come Bergoglio sia in grado di far breccia negli animi dei cristiani e dei laici, a mio avviso per quella capacità di mostrarsi così vicino a noi e di dialogare con la gente come se stesse parlando a un amico, il suo “Buonasera” pronunciato di fronte a una piazza gremita di gente lo testimonia a pieno. Sin dall’inizio del suo pontificato, ha assunto un approccio pastorale oggettivamente accattivante e che in molti aspetti, materiali e non, ha incontrato e incontra le aspettative di milioni di fedeli (e non solo), soprattutto dopo le polemiche sugli scandali del clero, a seguito dei quali le parole di Francesco sembrano grida colme di speranza, in vista di un futuro che ci si augura sia migliore, e, denunciando questo scempio, si mostra ulteriormente vicino alla gente.
“Ma anche oggi c’è l’idolatria del pensiero unico. Oggi si deve pensare così e se tu non pensi così non sei moderno, non sei aperto”. Il papa parla a chiare note. Senza peli sulla lingua, parla di matrimonio tra uomo e donna, del diritto dei figli ad avere un padre e una madre; condanna l’aborto (“Noi lo sappiamo, la vita umana è sacra e inviolabile.[…]Occorre pertanto ribadire la più ferma opposizione ad ogni diretto attentato alla vita, specialmente innocente e indifesa”), rifiuta sperimentazioni educative sui bambini. Concetti forti che toccano da vicino questioni centrali nel dibattito contemporaneo e che cozzano irriducibilmente contro il mainstream culturale in voga.
“Come vorrei una chiesa povera per i poveri”. Prima di Papa Francesco ci domandavamo dove fosse finita la chiesa di Cristo, quella che lui ha creato con i suoi insegnamenti di carità e compassione, indirizzati ad aiutare i più bisognosi , in opposizione a una chiesa che oggi vanta potere, lusso ed enormi ricchezze. Bergoglio piace per i suoi gesti semplici e concreti. Ha riportato d’attualità il messaggio del Salvatore e, come lui, predica un messaggio universale ad un mondo, oggi più che mai, malato e bisognoso di esempi eclatanti, in una società che necessita di ritrovare la genuinità di Francesco per risolvere i suoi problemi primari, che vanno dai rapporti tra i popoli, alla corretta fruizione della natura, al senso della solidarietà verso i bisognosi; “dal Vangelo alla vita e dalla vita al Vangelo”.
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Nel clima di terrore nel quale oggi ci troviamo a vivere, generato sicuramente dai più recenti fatti di cronaca, il popolo si affida a Papa Francesco affinché davvero inizi un anno di misericordia e riconciliazione. Il Santo Padre è stato in Kenya tra il 25 e il 27 novembre e in Uganda tra il 27 e il 29. A Bangui domenica 29 e lunedì 30 novembre, poi il ritorno in Italia. Per aprire la Porta Santa di San Pietro martedì 8 dicembre. Quindi, appuntamento a martedì.

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