Agostino Bonalumi: l’arte si presenta in Terrazza Duomo

Bonalumi cofanetto

10 marzo 2016, Terrazza Duomo 21, Milano.
Entro nell’ascensore, scendo le scale e mi trovo lì, in una saletta bianca che, fingendo, ti illude di poter quasi toccare il soffitto decorato della Galleria Vittorio Emanuele.
Attendo un poco e il primato della vista passa all’udito.

Inizia la presentazione del catalogo ragionato di Agostino Bonalumi edito da Skira, nota casa editrice di libri d’arte fondata in Svizzera.
Bonalumi, artista lombardo classe 1935 fu un esponente dell’arte astratta, attivo sulla scena culturale a partire dagli anni Cinquanta.
Il catalogo, suddiviso in due volumi, è la materia a cui attingere per conoscere, in una vivida retrospettiva sulla sua carriera, il contesto in cui operò e i suoi prodotti artistici: più di 2000 opere realizzate tra metà Novecento e primi anni del Duemila.
La parola spetta ai due curatori del catalogo: Marco Meneguzzo, storico dell’arte, e Fabrizio Bonalumi, figlio dell’artista ed ereditario di una grande responsabilità, quella di portare a termine l’opera avviata quando il padre era ancora in vita.
Il progetto iniziale, infatti, prevedeva le opere del pittore scomparso fino al Duemila, poi estese fino alle ultimissime creazioni, lanciando l’ambizioso messaggio di arrivare fino in fondo.
Ciò che emerge chiaramente, fin da subito, è che quei due libri non sono solo pagine scritte e illustrate da leggere e sfogliare – benché già questo non sia cosa di poco conto – ma altro ancora perché recano con sé valori che travalicano il conoscere.
Il catalogo è diretto testimone di un gruppo di persone che lavora, quindi affermazione di qualcuno che c’è, esiste e fa; è portavoce di una ricchezza intrinseca che, mentre nasce e cresce dalle radici del suolo italiano, deve saper migrare e farsi conoscere anche all’estero e proprio per questo, a breve, i due volumi voleranno a Londra.
Non solo: il catalogo è una memoria vivente di qualcuno che non può più contrassegnare consapevolmente la realtà che lo circonda; è un reperto che si rinnova e si carica di significato ogni qual volta viene ricordata un’opera o un momento.
La presentazione si chiude, le persone si alzano, invitate a fare un brindisi, per l’inaugurazione dello SkiraPoint, alla Libreria Bocca, ovvero un piccolo spazio dove ogni millimetro è arte, dove se ti muovi o alzi lo sguardo non puoi che assistere ad una tacita decantazione di cultura.
Nella vetrina, imponente e vestito in rosso, c’è lui: il catalogo di Agostino Bonalumi.

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