8 cose da fare assolutamente a Mantova per sentirsi un vero insider

mantova-661022_960_720

 

“Ragazzi, emergenza.

Devo scrivere un articolo che consta di una lista di cose da fare assolutamente a Mantova, me ne mancano un paio.

Amici vi offro la merenda quando ci vediamo, vi prego!”

 

Ecco il testo del messaggio disperato che poche ore fa ho mandato ai miei compagni del liceo, nonché amici di una vita.

Non è cambiato niente perché loro, anche questa volta, erano lì.

Questo elenco è come quando si cercava di suggerirsi durante le interrogazioni di matematica alla lavagna, professoressa di spalle, velato terrore negli occhi dello sventurato estratto che normalmente ero io.

Potevo essere spedita dritta dal preside o potevo salvarmi dal debito.

Dunque, la seguente lista è il risultato di un’accurata selezione delle risposte di individui nati e cresciuti a pane e salame e delle associazioni libere che inevitabilmente mi sono sentita di fare una volta ascoltati i loro disarmanti, deliranti e veritieri pareri.
Detto questo, non speditemi dal preside.

Ve ne prego.

 

 

  1. Baci sulle panchine di Piazza Pallone.
    Amichevolmente chiamata Piazza Pallone risponde al nome di battesimo di Piazza Lega Lombarda. Un po’ come Lorenzo Cherubini che se nessuno ha idea di chi sia se non lo si chiama Jovanotti, nessun mantovano degno di definirsi tale saprà dare indicazioni per arrivare in Piazza Lega Lombarda ma sgranerà gli occhi e riderà sotto i baffi quando capirà qual è effettivamente la piazza in questione.
    Alberi dalle foglie verde smeraldo celano alla vista i giovani innamorati che si scambiano tenerezze seduti sulle panchine.
    Elementi essenziali: la primavera perché in caso contrario nessuna foglia vi nasconderà alla vista dei curiosi e il vostro innamorato.
    Anche se ripensandoci, l’innamorato non è proprio necessario.

 

  1. Comprare una buona merenda per adempiere una promessa o saldare un debito di gioco.
    Può non essere un debito di gioco, men che meno una promessa, ma volevo che i miei amichetti avessero la prova decisiva che verranno ricompensati per i loro sforzi.
    Ad ogni modo, se si tratta di colazione è un obbligo morale scoprire un bancone d’epoca di un Cafè sotto i portici ed ordinare un caffè al ginseng con un risino.
    Se a metà mattina ci si trova nei pressi del Teatro Sociale si possono assaggiare delle pizzette che una volta gustate, per averne mezza si venderebbe l’anima al diavolo.
    Nel caso in cui dopo pranzo si venisse colti da una irrefrenabile voglia di dolce bisogna per forza fermarsi sotto l’arco di Piazza Sordello, dove uno dei forni migliori della città offre la sbrisolona, il dolce mantovano per eccellenza.
    Ebbene sì, a Mantova chi intraprende la carriera del dietologo, finisce per diventare un emarginato ancora prima di terminare di dire “tortello”.

 

  1. Passeggiata sul lungolago.
    Non è vero che il lungolago dei Gonzaga è solo dei romantici.
    Se si decide di visitare la bella Mantova durante la settimana ci sono buone probabilità di trovare orde di studenti che avrebbero preferito di gran lunga rimanere in palestra per giocare a pallavolo quando insegnanti inclementi li hanno trascinati a correre sul lago contro la loro volontà.
    Impetuoso movimento in una cornice senza tempo, sono uno spettacolo meraviglioso principalmente quando la palla finisce nel lago e, impavidi, decidono chi deve farsi strada tra i cigni per recuperarla.
    Come si può desumere, la passeggiata sul lungolago è irrinunciabile.
    Poi, va beh, se lo spettacolo offerto dai liceali non vi sembra una ragione sufficiente, dal lago si vede uno skyline mozzafiato.

 

  1. Comprare un libro in una delle librerie sotto i portici, sedersi sulla scalinata di Sant’Andrea e leggere un paio di pagine.
    Non che ci sia tanto altro da aggiungere, solo, se ci si sente osservati, vale la pena girarsi e cercare gli occhi di una civetta curiosa che dal portone principale della chiesa tiene sotto controllo la situazione con il suo sguardo senza tempo.

 

  1. Birra, Pugile, Rosso e Spritz.
    Non esiste aperitivo senza Pugile in Piazza Broletto, da richiedersi rigorosamente con ghiaccio perché sembra succo di frutta ma dopo un quarto d’ora picchia in testa peggio di Adonis Creed.
    Vale lo stesso per il Rosso-da-Gino, ricetta segreta quanto la sua gradazione alcolica.
    Per quanto riguarda la birra è d’obbligo un Irish Pub nelle vicinanze di Piazza Virgiliana se si decide di visitare Mantova d’inverno e, se è estate, un locale sul lungolago che come dress code esige una Corona con sale e limone.
    Lo spritz è ottimo in tutti i bar nelle vicinanze di Sant’Andrea.

 

  1. Biblioteca Teresiana e Biblioteca “Gino Baratta”.
    Ritengo opportuno scrivere anche delle biblioteche perché quando ho inviato la mia richiesta d’aiuto un paio dei miei amichetti non hanno risposto all’appello. Immagino i loro anatemi mentre cercavano di concentrarsi intanto che il telefono continuava a vibrare.
    Scusate, amici.
    La biblioteca Teresiana si affaccia su Piazza Dante (n.d.r. la piazza della sigaretta prima dell’entrata a scuola e dei pianti pre e post versione), legno intarsiato e antichi volumi calano in un’atmosfera senza tempo, è un gioiello che brilla di luce propria, serve solo scoprirlo.
    La biblioteca “Gino Baratta”, invece, è ciò che dà un senso alle giornate di qualsiasi studente sotto esame, che sia in sessione o che si tratti di maturità.
    Pubblica, affollatissima, abbastanza spaziosa da ospitare la disperazione di tutti gli studenti di qualsivoglia liceo o facoltà.
    Emblematico il saluto a fine giornata “ci vediamo da Gino, prendi il tavolo!”.
    Ci basta poco per essere felici, anche sotto esame.

 

  1. Lo stadio.
    Essendo assolutamente ignorante in materia penso valga la pena riportare la colorita espressione del mio migliore amico.
    “Andare a vedere il Mantova con i vecchi che raccontano di come hanno conquistato le loro mogli. È l’unica cosa bella di andare a vedere il Mantova, li senti che imprecano e intanto ti raccontano quello che facevano da giovani, c’è da impallidire”.
    Direi che non c’è altro da aggiungere.

 

  1. Perdersi, perché tanto Mantova conosce la strada per voi. 

 

 

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *